Lippi lascia gli azzurri sul tetto del Mondo

Lippi lascia gli azzurri sul tetto del Mondo: comincia un nuovo ciclo nel segno di Donadoni

Lasciare da Campione del Mondo. C’è ancora chi fa fatica a comprendere la scelta del ct Marcello Lippi, dopo il successo in terra tedesca. Un’affermazione che ha trascritto il suo nome a chiare lettere nella storia del calcio, al fianco di personaggi del calibro di Vittorio Pozzo ed Enzo Bearzot. Eppure, almeno dalle sue parole, l’addio è parso quasi indolore. “Si è esaurito un ciclo”: ha spiegato, alludendo ai due anni di lavoro (serie aperta di 25 gare senza sconfitte) culminati con ‘quella’ Coppa che mancava da quasi un quarto di secolo. E a pensarci bene, non gli si può dare torto. Volendo fare solo un discorso ‘materialistico’ e di ‘comodo’: d’ora in poi, rimanendo sulla ‘scomoda’ panchina azzurra, avrebbe avuto solo da…perdere.

Dopo aver raggiunto il tetto del Mondo, c’era solo da scalarlo a…ritroso. Il prossimo obiettivo è la qualificazione all’Europeo 2008 in Austria e Svizzera. Ma con quale gruppo? Quali ambizioni? E soprattutto, quali motivazioni? Le difficoltà maggiori, dopo vittorie talmente importanti, sono rappresentate proprio dal superamento delle sensazioni di appagamento e di ‘pancia piena’. Ripartire da una nuova guida tecnica, dunque, non pare scelta così balzana. Si rimescolano le carte e si rimette tutto in gioco, con l’obbligo, anche per i ‘senatori’, di riconquistare la fiducia del nuovo ct Roberto Donadoni.

Quegli stessi giocatori (Buffon, Cannavaro, Gattuso, Pirlo su tutti) che, consultati in maniera informale, hanno già espresso il loro apprezzamento nei confronti dell’ex allenatore del Livorno. “Si è deciso di puntare su un giovane che può diventare un grandissimo. – lo ha presentato Demetrio Albertini, co-commisario della Figc – Io ho presentato le possibilità che c’erano a Rossi e a chi di dovere.

Alla fine si è valutato di puntare su un giovane, perché il presupposto era di non disturbare i tecnici legati ai club (Prandelli e Ancelotti su tutti, ndr). Poteva essere una delle scelte per l’entusiasmo che ha dimostrato nell’affrontare questa avventura importante”. E proprio l’entusiasmo potrebbe fare la differenza in questo nuovo inizio. Donadoni non avrà troppi anni di panchina alle spalle, ma ha già dimostrato il suo valore in ‘piazze’ non facili (Livorno su tutte, con l’esonero-shock a rovinare l’impresa di un sesto posto che sarebbe valso la storica qualificazione in Uefa) e la sua esperienza da uomo di campo è assolutamente fuori discussione.

Roberto Donadoni, la carriera

Roberto Donadoni esordisce da allenatore nel 2001 alla guida del Lecco, in serie C1. A metà stagione viene esonerato per essersi schierato con i giocatori, che non percepivano stipendio da alcuni mesi, ma viene richiamato dalla squadra in crisi a 9 giornate, riuscendo a salvarla dalla retrocessione.

L’anno seguente debutta in serie B con il Livorno e finisce al 10/o posto. La stagione 2003/2004 è un capitolo sfortunato: ingaggiato dal Genoa di Preziosi viene esonerato dopo appena tre sconfitte. Nella stagione 2004/2005 Aldo Spinelli lo fa tornare al Livorno, in sostituzione di Franco Colomba: in serie A conquista un ottimo 9/o posto, grazie anche a Cristiano Lucarelli che chiude la stagione da capocannoniere con 24 gol.

Confermato alla guida degli amaranto la stagione successiva, Donadoni dopo 24 giornate ed il 6/o posto in classifica, viene clamorosamente esonerato da Spinelli.

Audizione di Marco Materazzi alla Commissione disciplinare Fifa

Si è svolta venerdì mattina nella fifa House di Zurigo l’audizione di Marco Materazzi davanti alla Commissione disciplinare Fifa: l’azzurro, era accompagnato dal responsabile ufficio relazioni internazionali della Figc Sergio Di Cesare ed è stato sentito dai giudici della fifa in relazione all’espulsione di Zinedine Zidane.

Materazzi è arrivato verso le 10 nella sede della fifa a Zurigo per essere ascoltato dalla commissione disciplinare sull’episodio che l’ha visto protagonista assieme a Zinedine Zidane nella finale dei Mondiali. Materazzi è arrivato a bordo di una vettura con vetri oscurati e prima di entrare negli uffici della fifa non ha rilasciato dichiarazioni.

Ha lasciato la sede della fifa alle 11.40 ed anche all’uscita non ha rilasciato dichiarazioni. Materazzi era accompagnato da un legale e dal responsabile delle relazioni internazionali della Figc Sergio Di Cesare. La fifa non darà informazioni sulla riunione avendo delegato il compito alla federazione italiana. Il faccia a faccia previsto a Zurigo per il 20 luglio tra Zidane e Materazzi sarebbe sempre possibile. L’audizione di Materazzi davanti alla disciplinare della fifa è stata poi confermata dalla Figc.

Materazzi – Zidane, cosa rischiano?

Materazzi rischierebbe diverse giornate di squalifica se le dichiarazioni di Zidane sulle presunte provocazioni subite da Materazzi dovessero essere ritenute credibili dalla commissione disciplinare della fifa. La commissione, nella sentenza, si baserà esclusivamente sul codice disciplinare (90 pagine) della fifa, in cui un intero capitolo è dedicato proprio all’onorabilità e al razzismo.

Il codice prevede la sospensione di almeno due partite per le offese all’onorabilità di un altro giocatore. Più gravi le conseguenze nel caso di attacchi a sfondo razziale: la sospensione arriva ad un minimo di cinque match, più un’interdizione dagli stadi e un’ammenda di almeno 6.600 euro. Nel caso di Zidane, che ha già ufficializzato il suo ritiro dal calcio, il codice della fifa prevede nel caso di comportamento violento che non causa lesioni corporali o alla salute di un giocatore una squalifica di almeno due partite con un ammenda di 3300 euro.

Tripudio di gente per gli Azzurri a Circo Massimo

E’ stato un tripudio di gente, bandiere ed entausiamo il ritorno degli Azzurri in italia.


L’ aereo atterrato verso le 19:00 all’ areoporto militare di Pratica di Mare ha visto l’ accoglienza di una folla incredibile di tifosi e di molte autorità tra cui il sindaco di Roma Walter Veltroni, il primo a scendere è stato Cannavaro con Marcello lippi e la coppa del mondo.

Gli Azzurri sono saliti a fatica su 2 pullman e si dono diretti a Palazzo Chigi, con la diretta rai e de La7 ed il callegamento di tutti i tg. L’ avvicinamento verso Palazzo Chigi è stato molto lento, quasi a passo d’ uomo viste le due ali di folla che hanno accompagnato il tragitto.

Giunti a Palazzo Chigi, la squadra Azzurra e tutta la delegazione è stata ricevuta dal Primo Ministro Prodi, il Ministro Melandri, Rutelli e D’ Alema e qui hanno ricevuto una medaglia onorifica e tutti gli onori e congratuazioni del caso, mentre suonava l’ inno cantanto da tutti i presenti a squarcia gola.

Intanto al Circo Massimo era tutto pronto, la gente era affluita a migliaia e migliaia e gli Azzurri si erano spostati su uno stupendo pullman Azzurro con tetto scoperto per salutare tutti tifosi. L’ arrivo è stato lentissimo e verso tarda sera quando finalmente hanno raggiunto il palco hanno trovato d’ avanti a se una folla oceanica , stimata in quasi 1 milione di tifosi entusiasti.

Gli Azzurri accolti da Tiberio Timberi e Carlo Verdone hanno saluto tutti i tifosi ed hanno cantato cori per il Capitano Cannavaro, per Pessotto e l’ immancabile po popo popopo come lo chiama Mazzocchi in diretta rai.

E con le immagini del Circo Massimo trasmesse in tutto il mondo è calato anche il sipario su questi fantastici Mondiali per tutti gli Italiani.

Gioia Italiana, Adieu ZiZou

Italia invasa dal Tricolore – migliaia di tifosi nelle strade e nelle piazze delle città italiane.

La vittoria ai rigori riconcilia l’Italia con il calcio dopo gli ultimi scandali. Lacrime a Parigi, specialmente per Zidane – espulso nel finale. Il francesce colpisce con una testata Materazzi con 10 minuti rimasti prima dei rigori. Gli azzurri realizzano i 5 tiri dal dischetto con estrema freddezza.

Più di 150,000 persone al Circo Massimo a Roma – la folla va in delirio dopo il rigore di Fabio Grosso, che entra nella storia. Più di 8 italiani su 10 ieri sera sono rimasti incollati alla tv per seguire Cannavaro e C. impegnati a vincere la coppa d’oro del Mondiale di calcio 2006.L’Italia mette la 4 stella sulla maglia, solamente una in meno del Brasile.

La nazionale torna in Italia oggi alle 18 con atterraggio a Pratica di Mare, poi si reca da Prodi e a seguire al centro di Roma nell’area del Circo Massimo, dove è programmata una festa memorabile, sullo stile di quella che celebrò lo scudetto della Roma. Gattuso, Perrotta e Iaquinta sono attesi in Calabria, loro terra d’origine, dove riceveranno un riconoscimento dalla Regione. Per tutti gli altri cominceranno le vacanze.

In contrasto a Parigi i tifosi sono tornati a casa in silenzio con le lacrime che hanno dissolto le bandiere disegnate sui loro visi.

Al risveglio la domanda è: cosa è successo a Zidane? l’ultimo match come capitano alla fine di una gloriosa carriera, realizza il rigore che porta in vantaggio i francesi. Un tifoso francese dice:”si merita quello che ha avuto – è colpa sua e deve assumersi la responsabilità – peccato per la squadra che ha subito un duro colpo”.

L’agente di Zidane ha dichiarato che il capitano francese ha colpito Materazzi per aver espresso un commento molto serio.
L’agente ha dichiarato che Zidane aspetterà un paio di giorni prima di commentare.

Pagelle: Cannavaro, Buffon e Gattuso strepitosi, Grosso la grande sorpresa.

Buffon10

Repetita iuvant: è il migliore al mondo e lo dimostra sul palcoscenico più importante. Dopo aver trascinato l’italia in finale, blinda la sua porta al 103’ dell’ultimo atto contro la francia. Ai rigori non deve fare miracoli (per fortuna!), ma per tutta la manifestazione non ne ha mai fatti mancare. La parata Mondiale? Al 113’ della semifinale, sul tedesco Podolski.

Cannavaro 10

Cannavaro 10 – Centra le 100 presenze azzurre in finale e festeggia il primato alzando la Coppa: cosa potrebbe chiedere di più? Cuore di capitano. In sette partite, non sbaglia un intervento. Da sicurezza al reparto, qualunque partner abbia al fianco (prima Nesta, poi Materazzi, quindi Barzagli e, di nuovo, Materazzi). In una parola: determinante.

Gattuso 10

Gattuso 10 – Ringhio-sette polmoni. La sua partenza è ad handicap: s’infortuna in ritiro ed è costretto a saltare l’esordio con il Ghana; poi, con l’espulsione e la conseguente squalifica di De Rossi è costretto agli straordinari. Non si tira mai indietro e per la voglia e la determinazione che ci mette in ogni momento è commovente.

Grosso 10

Grosso 10 – Classe ‘operaia’ in paradiso, il protagonista che non t’aspetti. In una parola: assolutamente decisivo. Conquista il rigore agli ottavi contro l’Australia, segna un gol-gioiello ai danni della Germania in semifinale e si prende anche il lusso di tirare il quinto rigore in finale. Come recitava uno striscione in curva: “Un Grosso Mondiale”.

Zambrotta 9

Zambrotta 9 – Come Gattuso, parte ad handicap, causa infortunio patito nella fase pre-Mondiale. A cominciare dagli Usa, però, si erge ad assoluto protagonista del torneo azzurro, non sbagliando un match. Si toglie anche lo sfizio di segnare contro l’Ucraina e meriterebbe il bis ai danni della Germania. Prossimo uomo-mercato.

Materazzi 9

Materazzi 9 – L’infortunio di Nesta gli spiana la strada, lui coglie l’occasione al volo. Segna all’esordio contro la Repubblica Ceca, chiude alla grande pareggiando i conti in finale ed infine dimostra grande freddezza realizzando il secondo rigore della serie a Barthez. Un punto in meno rispetto ai colleghi (da ‘dieci’) per l’errore su Malouda che provoca il rigore.

Pirlo 9

Pirlo 9 – Completa un girone di qualificazione semplicemente perfetto: suo il gol che apre le danze contro il Ghana, sue le geometrie che cambiano il volto dell’italia. Tira un po’ il fiato contro Australia ed Ucraina, ma torna alla grandissima nelle due partite che più contano: da non dimenticare la sua intuizione per il gol di Grosso alla Germania.

Perrotta 8

Perrotta 8 – Sulla scorta dell’ottimo campionato in maglia romanista, è l’ultimo aggregato al Club italia. Sembra dover partire dalle retrovie e, invece, lippi lo promuove subito titolare: non salta un match. Grinta, cuore e polmoni al servizio della squadra: si sacrifica in un ruolo non suo, ma lo fa sempre alla grande.

Toni 8

Toni 8 – Due gol, altrettante traverse (contro Ghana e francia) e una rete ingiustamente annullata in finale: questo il fatturato dell’ultimo vincitore della Scarpa d’oro Europea. Un po’ di fortuna in più e le cinque realizzazioni del capocannoniere Klose non sarebbero state così lontane. Non importa. Al di là dei gol, si sacrifica da unica punta nel cuore delle difese avversarie e riesce sempre a rendersi pericoloso.

Gilardino 8

Gilardino 8 – Il passaggio al modulo ad una punta gli toglie un po’ di spazio, ma dopo il gol all’Usa nel girone di qualificazione, trova ugualmente il modo di rendersi importante per gli azzurri. Il suo capolavoro è rappresentato dallo scampolo di gara contro la Germania: colpisce un palo clamoroso nel 1’ di supplementare ed offre a Del Piero il gol che chiude il match.

Del Piero 7

Del Piero 7 – Finalmente sbriciolato il pesante macigno che voleva il capitano juventino mai decisivo in un torneo internazionale. Per tutta la manifestazione lippi lo impiega fuori ruolo, costringendolo ad importanti sacrifici, Alex non si tira mai indietro. Poi, esce alla distanza nel momento più importante: gol-capolavoro alla Germania e quarto rigore della serie alla francia. Barthez adesso non fa più paura…

Totti 7

totti 7 – Il romanista non è al meglio e si vede. Per tutta la manifestazione il vero tormentone ha riguardato il suo livello di condizione, caratterizzato da frequenti alti e bassi. Le sue migliori prestazioni contro Australia (ha la freddezza di calciare il rigore all’ultimo minuto) e Ucraina. 5 assist.

Iaquinta 7

Iaquinta 7 – Il più discusso (dalla stampa) tra i 23 convocati, fa subito ricredere i suoi detrattori: un gol all’esordio col Ghana e la solita capacità di entrare a gara in corso, creando grossi problemi alle retroguardie avversarie. lippi lo impiega da ‘dodicesimo’ uomo e la scelta si rivela decisiva, soprattutto, in semifinale contro la Germania.

De Rossi 7

De Rossi 7 – Doveva essere il suo Mondiale: una maglia da titolare contro il Ghana, idem contro gli Usa. Poi, il grosso peccato di gioventù ai danni di McBride e la conseguente squalifica di quattro turni. Rientra appena in tempo per riabilitarsi: sostituisce Perrotta nel secondo tempo della finale e ha anche la freddezza di battere il terzo rigore della serie.

Barzagli 7

Barzagli 7 – Nella migliore delle ipotesi, avrebbe dovuto far da spettatore al pari di secondo e terzo portiere: con tre mostri sacri davanti (Cannavaro, Nesta e Materazzi) era difficile pensare ad un’ipotesi diversa. E, invece, il destino lo fa esordire nel difficile ottavo di finale contro l’Australia (italia in dieci) e, subito dopo, da titolare con l’Ucraina. Sorretto da Cannavaro al suo fianco, gioca da veterano, senza sbagliare un intervento.

Nesta 7

Nesta 7 – Inizia subito alla grande contro Ghana e Usa, poi la cattiva sorte presenta nuovamente un conto salato. Terza ricaduta sullo stesso muscolo infortunato sul finire di stagione e il resto del Mondiale vissuto da spettatore. Questa Coppa deve sentirla sua e non si tratta di frasi di circostanza.

Camoranesi 6,5

Camoranesi 6,5 – Con il passaggio al modulo ad una punta diventa fondamentale negli schemi di lippi. Estro e fantasia al servizio della squadra, ma anche profondi ripiegamenti a supporto del compagno di reparto Zambrotta. Non è sorretto da una condizione di forma ottimale, ma riesce ugualmente a rendersi utile alla causa.

Inzaghi 6,5

inzaghi 6,5 – E’ salito in corsa sull’ultimo treno che porta al Mondiale (complice anche l’infortunio di Vieri) e ha sfruttato alla grande l’unica occasione offertagli da lippi. Gioca mezzora contro la Repubblica Ceca e si procura tre occasioni, realizzando l’ultima alla sua maniera, con una fuga sul filo del fuorigioco.

Barone 6,5

Barone 6,5 – Gioca solo spezzoni di gara (contro Repubblica Ceca, Australia e Ucraina), ma ha il pregio di farsi trovare sempre pronto a dare nerbo al centrocampo italiano. Contro l’Ucraina rischia di mandare in gol toni, che spreca davanti al portiere un ottimo assist.

Zaccardo 6

Zaccardo 6 – La vittoria della Coppa è il miglior viatico per cancellare l’onta di quel sfortunato autogol contro l’Usa. Gioca due gare da titolare e non dispiace.

Oddo 6

Oddo 6 – Il suo Mondiale dura appena 20’, ma riesce ugualmente a ritagliarsi un ruolo fondamentale nella rosa dei 23. Fa gruppo e, sin dalle prime battute, si candida a portafortuna dei suoi compagni, a cui taglia i capelli in maniera più che decorosa.

Amelia-Peruzzi s.v. – Sono gli unici a non aver giocato neanche un minuto, ma dietro la sicurezza e la serenità di buffon c’è anche il loro fondamentale contributo.

Finale Italia Francia

Zinedine Zidane vuole chiudere la carriera alzando il trofeo più prstigioso per la seconda volta in 8 anni.

Il 34enne capitano francese giocherà l’ultima partita della sua carriera così come Lilian Thuram. L’Italia spera di rovinare la festa d’addio e vendicarsi per la sconfitta a Euro 2000 e quella ai rigori a Francia 1998. Gli azzurri dovranno rinunciare ad Alessandro Nesta.

Gli azzurri hanno dimostrato di avere la difesa più solida del mondiale ed il miglior portiere. Pirlo e Gattuso si intendono alla perfezione, giocando insieme al Milan. Grosso e Zambrotta sulal fasce sono stato molto effettivi.

La Francia è abituata a rinchiudersi in difesa con Makelele e Viera in grado di sopportare la pressione avversaria. Zidane in qualsiasi momento può rendersi pericoloso lanciando Ribery o Henry. A Gattuso il compito di bloccare Zizou.

Probabili formazioni: Italia: Buffon; Zambrotta, Grosso, Cannavaro, Materazzi; Gattuso, Camoranesi, Pirlo, Perrotta; Totti; Toni.

Francia: Barthez; Sagnol, Abidal, Thuram, Gallas; Makelele, Vieira, Malouda, Ribery, Zidane; Henry.

Campioni del Mondo!!! l’Italia vince ai rigori 6-4!

Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo!!! Gli Azzurri conquistano il quarto titolo Mondiale; tutto deciso ai rigori: 6-4; fallo di Materazzi, rigore e Zizou fa un “cucchiaio” a Buffon: traversa, gol; ma il difensore azzurro al 19’ segna di testa; traversa di Toni; espulso Zidane.

La Partita Italia – Francia 1-1

LA PARTITA – Nella finale del Mondiale contro la Francia, l’Italia parte dal 1’ con la stessa formazione con la quale aveva iniziato il match di semifinale contro la Germania. Dunque Buffon in porta, difesa con (da destra a sinistra) Zambrotta, Cannavaro, Materazzi e Grosso; a centrocampo Camoranesi, Gattuso, Pirlo e Perrotta; quindi Totti dietro a Toni. Confermata anche la formazione della Francia: Barthez; Sagnol, Thuram, Gallas, Abidal; Vieira, Makelele; Ribery, Zidane, Malouda; Henry. Primo contrasto dopo 1’: resta a terra Henry dopo uno scontro con Cannavaro e bisogna ricorrere perfino ai sali prima del rientro in campo dell’attaccante ex bianconero, apparso a tratti intontito.

Al 4’ lancio di Materazzi in area, tocca di testa Toni, blocca Barthez. Un minuto dopo ammonito Zambrotta per fallo su Vieira. Al 7’ Elizondo concede un rigore per un intervento di Materazzi (abbastanza dubbio) su Malouda: Zidane realizza dal dischetto con un cucchiaio di destro che colpisce la traversa e si insacca alle spalle di Buffon, a terra. Al 12’ ammonito Sagnol per un fallo su Grosso.

L’Italia prova a reagire e riconquista il pareggio al 19’ grazie a un colpo di testa di Materazzi, abile nello sfuttare un calcio d’angolo dalla destra calciato da Pirlo. Match ora più equilibrato. Al 29’ su corner colpisce di nuovo di testa Materazzi, Gallas respinge sulla linea ma il gioco era fermo per un fallo (che non c’era) dello stesso Materazzi. Al 31’ Malouda prova il pallonetto dal limite su assist di Henry, facile per Buffon. Al 36’ Toni colpisce la traversa con un colpo di testa su angolo battuto dalla destra da Pirlo. Due minuti dopo retropassaggio azzardato di Makelele all’indietro per Barthez, per poco non ne approfitta ancora Toni. Al 41’ Henry parte da sinistra, si accentra e mette in mezzo, libera Perrotta. Non accade più nulla fino alla fine del primo tempo, molto valido dal punto di vista agonistico e nel quale gli azzurri mostrano una migliore organizzazione di gioco (il solo Totti appare in ombra: molti errori e pochi palloni serviti ai compagni).


Inizio della ripresa senza cambi. Al 46’ grande azione di Henry, fa fuori Gattuso, poi Cannavaro, in area a sinistra, tocco di destro, blocca Buffon. Ma Henry è scatenato: tre minuti dopo non lo fermano, se ne va a tre in area, a destra, palla in area, Zambrotta salva in angolo. Al 52’ ancora Henry in area, Cannavaro lo ferma in due tempi, soffre l’Italia. Un minuto dopo contropiede dei francesi: Zambrotta chiude su Malouda in area che era stato pescato da Zidane libero a sinistra. L’arbitro lascia correre ma, rivedendo, il replay, l’intervento di Zambrotta sembrava falloso. Al 55’ Malouda sfonda a sinistra, arriva in area, palla dentro, non ci arriva Ribery, copre bene Grosso.

Che sofferenza per gli azzurri! Stiramento per Vieira: entra al suo posto Diarra. Si gioca ad una sola metà campo e il pallino del gioco è in mano ai transalpini. Al 61’ entrano De Rossi e Iaquinta al posto di Totti e Perrotta. Toni va in gol ma l’arbitro annulla per posizione di fuorigioco: decisione giusta. Al 65’ Malouda prova il sinistro dal vertice sinistro, palla a lato. Poco dopo si fa ammonire Diarra. Al 77’ destro di Pirlo su punizione dai 35 metri, palla di poco a lato alla destra di Barthez. All’86’ Del Piero prende il posto di Camoranesi.


L’Italia soffre anche nel primo tempo supplementare: al 98’ sponda di Henry per Ribery, destro appena dentro l’area, palla di poco a lato alla sinistra di Buffon. Un minuto dopo Trezeguet prende il posto di Ribery e allo scadere è pericoloso Sagnol da destra, cross in mezzo, ci va di testa Zidane ma Buffon è superbo e alza in angolo con la mano destra.


All’inizio del secondo tempo supplementare fuori Henry, al suo posto Wiltord. Quindi clamorosa e violenta testata di Zidane contro Materazzi: giusta e inevitabile l’espulsione, probabilmente decisa anche con la prova tv. Ammonito anche Malouda per proteste. Nessun’altra emozione fino al 120’: si va ai rigori.


Gol di Pirlo, gol di Wiltord, gol di Materazzi, traversa di Trezeguet, gol di De Rossi, gol di Abidal, gol di Del Piero, gol di Sagnol, gol di Grosso: siamo campioni del mondo per la quarta volta!!!!

Germania v Portogallo 2006

Due tiri da fuori di Bastian Schweinsteiger assicurano il terzo posto alla Germania nella vittoria per 3-1 sul Portogallo.

La Germania passa in vantaggio grazie a Schweinsteiger al 56mo dopo un primo tempo senza reti. 5 minuti dopo sempre su punizione del tedesco Petit devia involontariamente la palla in rete. A 10 minuti dalla fine il man of the match chiude l’incontro con un altro gran tiro.

Goal di consolazione per i portoghesi realizzato da Nuno Gomez su un bellissimo cross di Figo. Il giocatore interista gioca gli ultimi 15 minuti della partita e dice addio al calcio internazionale insieme a Oliver Kahn, alla 86ma presenza.

Germania: Kahn, Jansen, Nowotny, Metzelder, Lahm, Schneider, Kehl, Frings, Schweinsteiger (Hitzlsperger 79), Klose (Neuville 64), Podolski (Hanke 71). Subs: Asamoah, Ballack, Borowski, Friedrich, Hildebrand, Lehmann, Mertesacker, Huth, Odonkor.

ammoniti: Frings, Schweinsteiger.

Goals: Schweinsteiger 56, Petit 61 og, Schweinsteiger 78.

Portogallo: Ricardo, Paulo Ferreira, Ricardo Costa, Meira, Nuno Valente (Nuno Gomes 69), Costinha (Petit 45), Maniche, Deco, Ronaldo, Pauleta (Figo 77), Simao. Subs: Boa Morte, Caneira, Miguel, Paulo Santos, Postiga, Quim, Tiago, Viana.

ammoniti: Ricardo Costa, Costinha, Paulo Ferreira.

Goals: Nuno Gomes 88.

Spettatori: 52,000

arbitro: Toru Kamikawa (Japan).

Horacio Elizondo Arbitra la Finale

L’arbitro Horacio Elizondo dirigerà la finale della Coppa del Mondo.

Il tedesco Markus Merk e lo slovacco Lubos Michel erano i favoriti ma la responsabilità sarà data al 42enne argentino – lo stesso che ha espulso Rooney nella partita tra Portogallo e Inghilterra. Elizondo ha diretto anche la prima partita del mondiale tra Germania e Costarica.

Lennart Johansson, presidente della FIFA, insieme a Blatter crede che la decisione di espellere Rooney sia stata quella giusta “ero alla partita e all’inizio mi ero fatto un’opinione diversa, poi guardando l’episodio in tv devo ammettere che l’arbitro ha avuto ragione”.

Franz Beckenbauer richiede maggiore severità per i simulatori:”i giocatori cercano di sfruttare gli episodi – all’inizio del torneo ho notato che gli arbitri assegnavano cartellini gialli troppo facilmente. In aggiunta credo che chi chiede all’arbitro di ammonire un avversario dovrebbe ricevere un cartellino – non é sportivo.” conclude il Kaiser.

Lippi: ho realizzato un sogno

Lippi ha realizzato il suo sogno come allenatore: la finale della coppa del mondo.

“Realizzo un sogno che avevo da molto tempo” dice il ct, dopo i 2 goals di Grosso e Del Piero. “Se c’era una squadra che avrebbe vinto la partita quella sarebbe stata la nostra”. Gli azzurri raggiungono la finale nonostante gli scandali, proprio come nel 1982. La giornata non era iniziata nel migliore dei modi, Stefano Palazzi aveva richiesto la retrocessione per Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina coinvolte in calciopoli. Ben 13 giocatori della squadra azzurra giocano per questi club e potrebbero pensare presto al loro futuro.

Nonostate i goal siano arrivati alla fine del secondo tempo supplementare Lippi dice che gli azzurri si sono meritati la vittoria:”abbiamo controllato la partita, i tifosi tedeschi sono stati eccezionali – abbiamo realizzato due goal fantastici e per fortuna non siamo arrivati ai rigori. Abbiamo anche ricevuto gli auguri del premier”.

Del Piero si sente un privilegiato dopo aver preso parte ad una delle migliori partite del mondiale:”é stato fantastico far parte di una partita del genere, vincere in casa loro – non saprei come descrivere quello che sento in questo momento. Ho avuto molti critici ma ho mostrato la mia voglia di vincere”. Grosso, autore del primo goal:”é stato un torneo molto complicato per noi dopo quello che é successo a casa nostra ed abbiamo dimostrato di essere un gruppo unito”.